V.M. 2018 GDPR

01 giugno 2018


Avvertenza

V.M. 2018 GDPR

Bologna, 26 maggio 2018 (San Filippo Neri)

 

Noi che fummo consulenti nelle gloriose giornate del maggio 2018 avremmo potuto accorgerci che stavamo definitivamente perdendo la nostra verginità intellettuale – sempre che l’avessimo sino ad allora serbata – e, peggio, eravamo complici dell’ennesimo assalto alla iniziativa imprenditoriale condotto dai volonterosi carnefici tecnici e uguali, dietro il rassicurante vessillo del diritto alla riservatezza.

Avremmo potuto sentire l’inconfondibile profumo da eccitazione orgasmica delle autorità “indipendenti” a cui – e per disegno delle quali – si consegna un ricchissimo bottino di poteri, per di più con il perverso incentivo circolare: più sanzioni, più rilievo, più legittimazione, più percezione, più crescita, più sanzioni.

Avremmo potuto, ma tra una scheda di registro e una informativa chiudemmo gli occhi, supportati dalle opportunità, confortati dai diritti e convinti dalla buona causa.

Eppure bastava osservare, come bimbi smaliziati, che una normativa sulla privacy che produce spamming non è tanto onanismo legislativo ma, peggio, pornografia legislativa, neppure creativa.



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